BirdLife e RSPB: la lista delle specie invasive è una proposta minimalista

BirdLife e RSPB: la lista delle specie invasive è una proposta minimalista

scoiattolo grigioProposta dalla Commissione europea la prima lista delle specie invasive da fermare. BirdLife e RSPB criticano la Commissione europea: proposta minimalista.  Il caso dello scoiattolo grigio in Umbria.

La black list europea delle specie invasive – Sono 37 le specie alloctone invasive, note internazionalmente con l’acronimo IAS, appartenenti ad animali e piante introdotti accidentalmente o deliberatamente nell’ambiente naturale, entrate nella prima lista prodotta dalla Commissione europea e sui cui è urgente intervenire perché considerate una grave minaccia alla biodiversità, principale causa di estinzione di molte specie autoctone e un grande danno economico.
La ricaduta pratica di questa lista è il divieto a livello europeo di possesso, allevamento, trasporto e commercializzazione, con la previsione di severi controlli e l’eradicazione di queste 37 specie di flora e fauna, tra cui vi sono la cozza zebra, il gambero rosso della Lousiana, lo scoiattolo grigio, il giacinto d’acqua, il Pànace di Mantegazza, la tartaruga dalle orecchie rosse, la nutria sudamericana.

BirdLife e RSPB: proposta minimalista – Secondo BirdLife e RSPB (Royal Society for the Protection of Birds) dovrebbero essere invece almeno 350 le specie animali e vegetali su cui l’Unione Europea deve intervenire con urgenza, tra cui l’aragosta americana che è stata oggetto di intensa attività di lobbying da parte del Canada e che per questo è stata al momento omessa dalla lista o il visone americano che è stato rimosso dal mirino della UE dopo le forti pressioni da parte di Finlandia e Danimarca che producono oltre 14 milioni di pellicce di visone americano all’anno.
Fermare le specie alloctone invasive è una delle misure urgenti adottate dall’Unione europea per raggiungere gli obiettivi 2020 fissati dalla Strategia europea per fermare la perdita di biodiversità. Una risposta attesa da tempo dalla comunità scientifica e dai principali organismi europei che si occupano di conservazione della natura (IUCN Europe, WWF Europe, BirdLife Europe, EEB) che nel 2014 hanno accolto con favore l’adozione del Regolamento UE 1143/2014 sulla prevenzione e gestione dell’introduzione e diffusione delle specie alloctone invasive (IAS) e di cui la lista delle specie è il primo passo.
BirdLife e RSPB hanno sottolineato che la prima lista presentata dalla Commissione al WTO (World Trade Organization) è una proposta minimalista e lascia l’intera Europa aperta ad ulteriori invasioni biologiche con gravissime conseguenze per la biodiversità e pesanti danni economici.

Il caso dello scoiattolo grigio in Umbria – Lo scoiattolo grigio è tra le specie alloctone invasive inserite nella lista della UE ed è presente anche in Umbria, dove i primi rilasci sono avvenuti intorno al 2000. Tuttavia fino al 2009 la sua presenza è rimasta sconosciuta alla comunità scientifica e alle istituzioni e, in questo gap temporale, la specie si è espansa fino ad interessare un’area di almeno 50 Km2, che riguarda gran parte dell’area urbana di Perugia, mettendo già a rischio la sopravvivenza dello scoiattolo rosso autoctono in diverse di queste aree.

Lo scoiattolo grigio è un animale grazioso, che suscita empatia, di indole confidente e la sua presenza risulta molto gradevole. La sua introduzione in Inghilterra ha portato però all’estinzione lo scoiattolo rosso autoctono e purtroppo la stessa vicenda rischia di ripetersi in Italia. La sostituzione dello scoiattolo rosso con lo scoiattolo grigio avviene in tempi rapidissimi. Studi specifici hanno rilevato che ad un anno dall’arrivo del grigio la popolazione del rosso si dimezza e dopo due, tre anni la specie alloctona sostituisce quella autoctona. La presenza in Umbria dello scoiattolo grigio è inoltre molto preoccupante considerato che l’Umbria è al centro della dorsale appenninica e c’è quindi il concreto rischio che lo scoiattolo grigio possa espandersi attraverso l’Appennino in tutta Italia portando all’estinzione lo scoiattolo autoctono rosso.

Cos’è la biodiversità e perché va salvaguardata? – La biodiversità è essenziale per la sopravvivenza della Terra dal momento che è la ricchezza di vita sul nostro pianeta: i milioni di specie di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono ed i complessi ecosistemi naturali di cui le specie sono parte ed in cui sono coevolute. Perdere la biodiversità significa buttare al vento quello che l’evoluzione ha costruito in milioni di anni. Vuol dire mettere in pericolo la funzionalità e la sopravvivenza degli ecosistemi naturali. Ogni specie che si estingue è persa per sempre, e con essa, le tante relazioni che la legano alle altre specie e che determinano il funzionamento degli ecosistemi naturali. La tutela della biodiversità, e quindi delle specie autoctone, è uno dei capisaldi della protezione della vita sulla Terra ed è ribadita dalla risoluzioni di Berna e di Rio che impongono lo stop all’introduzione di specie alloctone e l’eliminazione in tutti i casi in cui creano danni ambientali. L’eradicazione di una specie alloctona è l’ultima chance da utilizzare nei casi di necessità. E’ urgente prevenire il problema e questo risultato si ottiene informando e sensibilizzando l’opinione pubblica affinché nessuno favorisca l’introduzione di specie alloctone o esotiche e tramite norme che ne vietino il commercio, la detenzione e l’allevamento.

Perché in alcuni casi è necessario eradicare le specie alloctone? – L’eradicazione di una specie alloctona o esotica è una misura da prendere con molta cautela e ciò avviene solo per le specie che definite invasive, ossia in grado di alterare significativamente il contesto naturale nel quale sono state rilasciate. Non rimuovere rapidamente una specie nota per essere invasiva porta inevitabilmente a successive misure di controllo protratte negli anni che determinano la soppressione di molti più animali e costi molto maggiori. Nel caso dello scoiattolo grigio questo è molto evidente in Inghilterra dove, ogni anno, uccidono decine di migliaia di scoiattoli grigi al fine di proteggere le ultime aree in cui è sopravvissuto lo scoiattolo rosso e per proteggere le aree forestali.
Quello delle specie alloctone è un problema ancora poco noto all’opinione pubblica, ma di grande gravità, basti pensare che a livello mondiale gli effetti delle introduzioni sono unanimemente considerate la seconda causa di estinzione delle specie animali e vegetali, dopo la distruzione degli habitat. Sono anche queste tra le conseguenze della globalizzazione delle merci che coinvolge direttamente e indirettamente lo spostamento di piante e animali da un continente all’altro con poche o nulle precauzioni.

Per approfondire l’argomento vai al link http://usavereds.eu/it_IT/la-difesa-della-biodiversita/la-strategia-europea-per-la-biodiversita/

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